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from Capitan Ovvio

Era l'inizio degli anni Duemila... e già esordire così in questo post mi fa sentire particolarmente vecchio, anzi decrepito (una bambolina a chi indovina la citazione).

Vabbè, comunque sia, era l'inizio degli anni Duemila e con i miei amici di allora mi capitava spesso di trascorrere le sere d'estate in giro per Veroli. Quella sera, allo Chalet, c'era una specie di gioco che ricordava un po' Sarabanda, programma di successo dell'epoca. Il gioco era condotto in maniera piuttosto approssimativa da non ricordo bene chi, e la prenotazione per rispondere credo che avvenisse per alzata di mano. In pratica rispondeva chi era più bravo a farsi notare.

Ad un certo punto parte una canzone molto in voga in quegli anni, in giro già da un bel pezzo, che ha reso relativamente celebre il gruppo musicale che la cantava. Stranamente uno degli amici seduti al nostro tavolo riesce a prenotarsi per rispondere e, da assiduo spettatore di Sarabanda quale ero, mi raccomando affinché non commettesse uno degli errori più frequenti sul titolo di quella canzone:

Oh, mi raccomando, il titolo è “Alle venti”, non fare come tutti che rispondono “Sono le venti” come dice il ritornello.

Il mio amico, un po' dubbioso, accetta il suggerimento e risponde correttamente: «Il titolo della canzone è “Alle venti”».

Il “conduttore” del gioco, col tono dell'esperto di musica della ceppa, replica dicendo «No! Ma come! Il titolo è “Sono le venti”! Ma vabbè, sono buono e vi do lo stesso il punto!»

Ma sei buono cosa? Citrullo che non sei altro! Il titolo è “Alle venti”, che ti colga un fulmine.

Fatto sta che ho fatto la figura di quello che dà i suggerimenti sbagliati agli amici. E a quell'epoca non era mica come oggi, che abbiamo tutti lo smartphone nel culo pronti a cercare le risposte corrette su Wikipedia.

 
Continua...